Visualizzazione post con etichetta Area linguistica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Area linguistica. Mostra tutti i post

7 maggio 2016

Concorso - Insegnare la speranza ... Educare alla legalità


Abbiamo vinto con le nostre 100 e più bandierine "tibetane" dedicate alla scuola e con la nostra videoricerca.

Le nostre opere, insieme a quelle di tutte le altre classi partecipanti, sono esposte nell'aula magna della scuola fino a lunedì.




Noi alunni della classe V C abbiamo realizzato un percorso di ricerca sulla scuola che si è sviluppato in due momenti: il primo ha portato alla realizzazione di una ricerca fotografica volta a svelare le differenti facce della scuola. Il secondo invece contiene le parole importanti che l'idea di scuola suscita in noi.

LA VIDEORICERCA
Abbiamo “costruito” una videoricerca per comunicare che ogni bambino ha il diritto di andare a scuola.
Attraverso l'osservazione di numerose immagini abbiamo notato che ogni scuola è diversa, perché tutte le scuole all'esterno sono differenti, ma all'interno hanno uno stesso contenuto: alunni e insegnanti.
Ognuna ha differenti modi di lavorare, differenti strumenti, differenti strutture, differenti alunni e differenti maestri, ma tutte hanno lo stesso scopo: insegnare ed educare.
Queste fotografie vogliono mostrare il mondo degli alunni e la loro forza di volontà; si va a scuola nonostante le difficoltà.
Il nostro lavoro è una semplice successione di immagini che, come un flash, intende far luce su diversi particolari. Per questo, alcune fotografie sono lontane nei luoghi, altre lontane nel tempo e nelle culture, altre ancora, invece, sono nostre.
Le abbiamo scattate noi nella nostra scuola, per noi sono significative, rappresentano oggetti, luoghi e momenti importanti del nostro mondo scolastico.
Tra una sequenza di immagini e l'altra abbiamo inserito delle parole per sottolineare la ricchezza della diversità e che quest'ultima non deve precludere il diritto di crescere istruiti ed educati.

COME BANDIERE NEL VENTO
Ci siamo ispirati alle bandierine tibetane usate per diffondere preghiere nel vento e abbiamo realizzato tantissime bandiere che sono un messaggio e mentre sventolano fanno volare nell'aria le nostre parole della scuola, fino ai confini della terra.
Ogni bandiera è un'idea per noi significativa, non solo scritta in italiano ma anche in arabo, spagnolo, portoghese e moldavo perché nella nostra classe abitano alunni che provengono da famiglie non solo italofone. All'inizio le bandierine erano semplici pezzi di stoffa bianca che abbiamo decorato, scritto e colorato, sono tutte diverse e ognuna ha uno stile personale e unico. Quindi per noi simboleggiano l'uguaglianza e al contempo la diversità, comunicano che la scuola è aperta a tutti.
Le bandierine sono state appese tra gli alberi del cortile della nostra scuola e noi abbiamo corso felici mentre loro svolazzavano nell'aria, vorremo appenderle fuori dalla scuola, affinché tutti possano vederle e che il vento e il tempo le possa consumare.
Sicuramente, alcune parole vi sembreranno strane, ma per noi rappresentano momenti vissuti nella storia della nostra classe, eccone alcuni esempi.
“Finestra” è un elemento importante perché dalla nostra finestra esce, appeso ad un'altra bandiera, un messaggio di pace. In passato abbiamo lanciato anche un augurio per la festa della mamma.
“Seconda casa” tutti i giorni la scuola ci accoglie e la abitiamo per tanto tempo, a volte è divertente a volte è noiosa, ma è l'occasione per imparare il rispetto diventando grandi.
“Caos” non è il baccano ed è tollerato se porta frutti.
“Portone” è un ingresso e un'uscita. La strada per diventare grandi.
“Sviluppina” ora che siamo in quinta questa parola ci fa sorridere, è una “medicina” che il maestro prescrive a chi ancora deve fare “salti evolutivi”. C'è chi è andato in farmacia a chiederne una scatola.
“I care” motto che abbiamo imparato ad usare dal maestro Lorenzo.
“LIM” strumento didattico divertente che ci permette di esercitarci giocando.
“Stornelli” fin dalla prima, a volte, il maestro chiede se abbiamo mangiato stornelli, ad indicare il nostro altissimo livello di ascolto.

Ora fermati, ascolta il vento, forse ti suggerisce tutte le nostre parole dedicate alla scuola.

26 febbraio 2016

Poetica-mente

Alcuni sostengono che la poesia non sia per tutti, noi pensiamo che tutti siano per la poesia.

LA QUERCIA (Anita)

Eccola là
in fondo al prato sta,
è maestosa e forte
e le sue foglie suonano come un pianoforte.

È alta ed elegante
quando si spoglia è ramificante,
la pioggia cessa
e le foglie fanno festa.

Fa parte della famiglia
perché è una meraviglia,
sempre più vecchia diventerà
ma ci lascerà far sempre din don dan.



------

LA PRIMAVERA (Rachele)

La primavera bussa alla porta,
la natura è risorta,
l'inverno è lontano,
la primavera ci prende per mano.

I prati si riempiono di fiori
di tanti profumi e colori,
le gemme sbocciano sugli alberi
di ciliegi, meli e peri.

Le farfalle spuntano dal bozzolo,
le rondini si mettono in volo.
Gli animali abbandonano il letargo
ed nei campi si fanno largo.

------

Sofia (Matteo M.)

Da quando è nata Sofia
ha portato tanta allegria.
È tanto tenera e carina
con quell'aria birichina.

Mi piace stringerla tra le mie braccia
e sembra proprio che anche a lei piaccia.
Se le parlo lei fa un sorrisino
e cerca di prendermi con il suo ditino.

Mi piace osservarla mentre scopre il mondo
impara una cosa nuova ogni secondo.
Non vedo l'ora che cresca un pochino
e son molto orgoglioso di essere suo cugino.

------

Lei (Federica)

Lei è una persona
Premiata con una corona
Certe volte è rabbiosa
Altre volte, per fortuna, gioiosa

Lei ha corti capelli neri
Come infiniti sentieri
L'iride marrone
Come un mattone

Questa filastrocca finisce qui
E noi ci rivedremo lì
Lei è bianca come la panna
Dolce come la mamma

------

Senza titolo (Simone)

Una mattina, un sole spumeggiante
mette in risalto le colline come uno spumante.
Il bosco si è allagato
da questo lago straripato.

Io percorro questo sentiero
con grande mistero.
In cima alla montagna vedo una marmotta
che guardandomi borbotta.

Guardando il mare in tempesta
vedo le onde mi gira la testa.
In questo prato colorato
osservo e rimango incantato.

------

Tommaso (Matteo G.)

Con te tutto è divertente
perché mi liberi la mente
tutto il giorno a giocar
e con te a girovagar

Con te mi piacerebbe mangiare
fino a scoppiare
bere Coca-Cola
subito dopo la scuola

Sei un amico bestiale
perché con te tutto è speciale
se ti perdo ti devo ritrovare
sei il migliore amico che possa desiderare

------

Edo Edoardino (Tommaso)

Edo Edoardino
sei un po’ biricchino,
tu sei un golosone
ma anche un vero tenerone.

Quando fai il bagnetto
giochi con il paperetto,
poi con addosso l’accapatoio
corri per tutto il corridoio.

Al mattino
mangi un biscottino
e alla sera nel lettino
bevi il tuo caldo lattino.

------

Cucina con amore (Caterina)

La mia mamma, brava cuoca
quando cucina è come se gioca
e le sue ricette
sono proprio perfette.

Le lasagne, cotolette e la pasta al pomodoro
preparate da lei sono un vero capolavoro
il martedì quando a pranzo c'è Anita
pasta al pesto ben condita.

Per i dolci la mia mamma
prepara sempre tanta panna
che è dolce come l'amore
che si trova nel suo cuore.

------

La spiaggia (Nicola P.)

Dalla spiaggia
si vede un motoscafo che viaggia
E tra le persone
dei bambini giocano a pallone

Tra gli ombrelloni
dei bambini giocano con i palloni
Mentre la gente legge sui lettini
i bambini fanno dei riposini

Sotto la sabbia si nascondono le conchiglie
alcune sono delle meraviglie
Guardando gli animali sul fondo marino
il più bello è il polipino

------

 LA MAMMA (Mattia)

La mamma sta preparando la cena
con i prodotti della primavera
fagiolini, asparagi e ravanelli
per una insalata da gustare per i sui figli belli

E stanca la mia mamma ha lavorato tutta la giornata
ma noi figli le abbiamo dato il bentornato
un bacio due baci tanti baci
e per farla felice anche tanti abbracci

Lei felice sta cenando con tutta la famiglia
ma i suoi occhi si chiudono e bisbiglia:
buonanotte!
e voi andate a letto se no sono botte

------

IL MARE (Leonardo)

Nell'acqua del mare
si può nuotare.
L'azzurro è il suo colore
che fa venire un grande stupore.

Le sue onde vanno avanti e indietro senza fermarsi
e lo vediamo anche alzarsi.
Ed è bello ma da non fare
catturare i pesci che vivono al mare.

E la sua spiaggia
è così bella e sabbiosa.
Che la sabbia per esser trasformata in castelli
è orgogliosa.

------

Il mio Yoda (Marcello)

Quattro mesi fa
tu Yoda sei arrivato qua.
Eri un po' spaventato
ma ti ho subito amato.

Ora sei felice e contento
e con te mi diverto ogni momento,
per sempre ti proteggerò
e con te giocherò.

Sei piccolo e carino
ma un po' biricchino,
sempre mi consolerai.
Voglio che fino a cent'anni vivrai!

------

Senza titolo (Giorgia)

All'alba del mattino
il povero contadino
si alzò e non trovò
più il suo motorino

Alle dieci del mattino
il contadino andò
in paese e incontrò
il suo amico argentino

Tornato a casa il contadino
stanco
della sua giornata
si sdraiò davanti al suo camino

------

 Senza titola (Jihane)

Caterina pensa
alla mensa
e Anita va in gita
la prima volta nella sua vita

Invece Giovanni
ha dieci anni
ha delle rane
e un cane

Simone mangia il limone
in salone
e gioca a nascondino
come un piccolino

------

Senza titolo (Luca)

La mia coccorita
e ben costudita
dalla gabbieta
lei e protetta

non si veste
per le feste
ma attende
e poi comprende

quando presto vede il sole
le ali sbatte facendo capriole
e volteggia nella reggia
così lei festeggia

------

IL SOLE (Nadia)

Il sole risplende sulla mia testa
con occhiali da sole, allegro fa festa
la sera nel mare si tuffa
ed urla un grande uffa

perché da solo resterà
ma la mattina tornerà
per giocare pronto sarà
ed un gran sorriso ti farà

se ti senti solo
apri la finestra e prendi il volo
il sole ti donerà un bel bacino
e ti starà sempre vicino

------

La mia mamma (Roberto)

la mia mamma è una bella donzella
sembra quasi quasi una stella
mi piace perché è flessuosa
e anche gioiosa

le sue mani sembrano dei dardi
perché fa mille cose fino a tardi
lei non mi molla mai
e coi compiti mi dice -Dai-

vorrei che stesse un po' più con me
che venisse alla mia partita di sabato alle tre
ma stavolta mi ha promesso che verrà
e per i miei goal esulterà

6 novembre 2015

Narrativa-mente: il corto è "solo" un pre-testo

Oggi abbiamo "letto"...
(clicca qui per "leggere" insieme a noi)


Per maggiori informazioni e curiosità vai a

11 ottobre 2015

Descrittiva-mente: Due querce

A distanza di anni riecco in classe le nostre querce.
Le abbiamo osservate, ci siamo stupiti, le abbiamo descritte.


Oggi il maestro ha portato due piantine di quercia che lui e i miei compagni avevano piantato quattro anni fa, io non c'ero perché sono una nuova arrivata.
Nel vaso il terreno, nel tempo, si è compattato ed indurito, sopra di esso si vede un po' di muschio.
La base delle piantine è robusta e man mano che si sale il fusto è più flessibile, ci sono anche delle piccole gemme.
Il fusto è curvo a causa della luce; le piccole querce erano in un posto dove non c'era abbastanza luce e si sono piegate per raggiungerla. Più in alto il fusto si divide in sottili rametti disordinati.
Vicino alla radice crescono dei polloni, andrebbero tolti perché "rubano" un po' di energia alla pianta vera e propria.
Lungo i rami ci sono le foglie verdi e secche, alcune si sono seccate per delle gocce di acqua che hanno "bruciato" le giovani foglioline. Queste sono lobate perché il loro margine assomiglia al lobo dell'orecchio, se si osservano tutte si vede che sono tutte diverse, se, invece, si toccano sono setose. Infine una delle due piantine è più rigogliosa dell'altra.
Mi è piaciuto molto scoprire la storia di queste due piantine.

Nadia

25 settembre 2015

Linguistica-mente - Giochi con lettere e parole

In questi giorni per scaldare un po' i "muscoli" della lingua, per arricchire il nostro vocabolario, ma soprattutto per lavorare in gruppo, abbiamo giocato con lettere e parole.
Dagli anagrammi (o pseudo-anagrammi, come li abbiamo chiamati noi) siamo passati agli acrostici.

Quelli che abbiamo trovato sono il frutto del lavoro avvenuto in piccoli gruppi e poi condivisi con la classe, alcuni acrostici hanno subito delle modifiche dovuti ai suggerimenti emersi durante la condivisione con la classe.
Molti acrostici sono emersi quasi da soli, altri hanno avuto parti un po' più lunghi, tutti sono simpatici e nel loro piccolo poetici, sono nostri.


Roberto
Ancora
Contento
Ha
Elaborato
L'
Elicottero

Caterina
Adora
Tornare
E
Ritornare
Insieme
Nell'
Amicizia

Matteo
Aveva
Tanti
Tatuaggi
E
Orecchini

Lucrezia
Udì
Che
Rocco
E
Zaira
Insistevano
Ancora

Roby
Ora
Balla
E
Ride
Tanto
Ondeggiando

Nicola
Insieme
Con
Orazio
Legge
Appassionatamente

Matteo
Aveva
Tanta
Tecnologia
Elettronica
Ovunque

Giorgia
Incontrò
Orazio
Remando
Giù
In
Australia

Andando
Nella
Direzione
Rischiosa
Eravamo
Agitati

Abbiamo
Nuotato
In
Tondo
Allegri

Nadia
Andò
Dritta
In
America

Arroganti
Nuotatori
Incontrarono
Teresa
Arrabbiata

Andrea
Notò
Diamanti
Rubini
E
Argenti

Girando
In
Olanda
Roberto
Gridò
In
Aiuto

Filippo
Il
Lavoratore
Impiegato
Per
Preparare
Oro

Tommaso
Orgoglioso
Mangia
Molto
Arrosto
Senza
Osso

Federica
È
Dottoressa
E
Ricovera
I
Clienti
Ammalati

Matteo
Affamato
Trita
Tutto
Esplodendo
Ora

Leonardo
Entra
Orgogliosamente
Nell'
Abitazione
Ricostruita
Da
Orazio

Michela
Ingorda
Cerca
Hamburger
E
Lo
Azzanna

Mirko
Impazzito
Rovescia
Ketchup
Ovunque

Mattia
Ama
Tanto
Tanto
Ilaria
Amorosamente

Marcello
Ascolta
Rachele
Con
Erika
La
Loro
Organizzatrice

Erika
Rincorre
Il
Koala
Amorevole

Simone
In
Montagna
Organizza
Numerose
Escursioni

Luca
Usa
Crocifisso
Antico

Nicola
Insegna
Con
Orgoglio
L'
Amicizia

Jihane
Invece
Ha
Aiutato
Nonno
Ettore

Jacopo
Allegro
Costruisce
Opere
Poco
Orrende

21 aprile 2015

Descrittiva-mente: Romeo, un coniglio

Oggi il mio compagno di classe Matteo ha portato in aula un batuffolo di pelo, che agitato scalciava nel suo trasportino.
È Romeo, il coniglio che è qui con noi: un incrocio tra un “testa di leone” e un “ariete” e ha quasi quattro anni.
Romeo ha le zampe anteriori più corte di quelle posteriori, queste sono sviluppate e scattanti perché gli servono per fare piccoli balzi e per impennarsi come una marmotta di vedetta. Mentre quelle anteriori servono per aggrapparsi e per pulirsi il musino, con quei gesti Romeo mi ha fatto sorridere perché era tenero e carino.
Il coniglietto del mio amico ha due occhi marroni, tondi come biglie di vetro, posti ai lati del muso; sono dolci e curiosi. Al centro del capo c'è un piccolo triangolino scuro in continuo movimento, sembra che Romeo annusi tutto, invece lima i suoi denti incisivi. Nella parte posteriore della testa ci sono due lunghe orecchie sensibili ai rumori più forti, se le guardo in controluce vedo alcune vene perché sono sottili e semitrasparenti.
Dietro le orecchie, Romeo ha una folta criniera di peli lunghi, lisci e sottilissimi. Tutto il suo pelo è di color marrone non uniforme e sfumato. Romeo ha un segno particolare: una macchiolina bianca sul fondoschiena, Matteo mi ha raccontato che il suo coniglietto era ferito ed è stato operato; in quel punto il pelo è diventato chiaro.
Prendendolo in braccio ho sentito il suo pelo morbido morbido, ho percepito il suo cuoricino battere come un tamburo che tiene il tempo velocemente. Quando l'ho toccato tremava come una foglia, era tiepido e non troppo pesante.
Con alcuni miei compagni Romeo è stato calmo e tranquillo, con altri, invece, era teso e ansioso, infatti si dimenava e graffiava.
Avere quel batuffolo di pelo nella mia classe è stata un'esperienza nuova e inaspettata.

16 marzo 2015

Epica-mente: Odysseus

Abbiamo dedicato alcune settimane alla lettura dell'Odissea e viaggiato in compagnia di un Ulisse raccontato ed illustrato da Bimba Landmann.

http://www.bimbalandmann.com/pagine_libri/ulisse.html

Abbiamo lottato, escogitato piani arditi, finto di essere altri, sofferto, pregato, amato, vagato, usato astuzia, forza e coraggio proprio come il nostro Ulisse.

Perché dedicare così tanto tempo ad un racconto simile?
Perché è un mito che mai tramonta e che cela la nostra cultura, è un classico che mai andrà fuori moda; nei suoi simboli germogliano i valori e, soprattutto, perché noi assomigliamo ad Ulisse...
...Siamo curiosi, intrepidi, impavidi, a volte furiosi, un po' incoscienti, soli, innamorati.

Ecco il nostro Ulisse



















 




E per concludere una canzone in cui Ulisse stesso ci parla e dice di provare "ancora la gioia infinita di entrare in porti sconosciuti prima". Noi, la nostra classe, la nostra mente vuole essere il nuovo porto sconosciuto di Ulisse.

Odysseus (Ritratti – Francesco Guccini)

Bisogna che lo affermi fortemente
che, certo, non appartenevo al mare
anche se Dei d'Olimpo e umana gente
mi sospinsero un giorno a navigare
e se guardavo l'isola petrosa
ulivi e armenti sopra a ogni collina
c'era il mio cuore al sommo d'ogni cosa
c'era l'anima mia che è contadina;
un'isola d'aratro e di frumento
senza le vele, senza pescatori,
il sudore e la terra erano argento
il vino e l'olio erano i miei ori.

Ma se tu guardi un monte che hai di faccia
senti che ti sospinge a un altro monte,
un'isola col mare che l'abbraccia
ti chiama a un'altra isola di fronte
e diedi un volto a quelle mie chimere
le navi costruii di forma ardita,
concave navi dalle vele nere
e nel mare cambiò quella mia vita
e il mare trascurato mi travolse:
seppi che il mio futuro era nel mare
con un dubbio però che non si sciolse
senza futuro era il mio navigare

Ma nel futuro trame di passato
si uniscono a brandelli di presente,
ti esalta l'acqua e il gusto del salato
brucia la mente
e ad ogni viaggio reinventarsi un mito
a ogni incontro ridisegnare il mondo
e perdersi nel gusto del proibito
sempre più in fondo

E andare in giorni bianchi come arsura,
soffio di vento e forza delle braccia,
mano al timone e sguardo nella pura
schiuma che lascia effimera una traccia;
andare nella notte che ti avvolge
scrutando delle stelle il tremolare
in alto l'Orsa è un segno che ti volge
diritta verso il Nord della Polare.
E andare come spinto dal destino
verso una guerra, verso l'avventura
e tornare contro ogni vaticino
contro gli Dei e contro la paura.

E andare verso isole incantate,
verso altri amori, verso forze arcane,
compagni persi e navi naufragate;
per mesi, anni, o soltanto settimane?
La memoria confonde e dà l'oblio,
chi era Nausicaa, e dove le sirene?
Circe e Calypso perse nel brusio
di voci che non so legare assieme.
Mi sfuggono il timone, vela, remo,
la frattura fra inizio ed il finire,
l'urlo dell'accecato Polifemo
ed il mio navigare per fuggire.

E fuggendo si muore e la mia morte
sento vicina quando tutto tace
sul mare, e maledico la mia sorte
non trovo pace.
Forse perché sono rimasto solo
ma allora non tremava la mia mano
e i remi mutai in ali al folle volo
oltre l'umano.

La vita del mare segna false rotte,
ingannevole in mare ogni tracciato,
solo leggende perse nella notte
perenne di chi un giorno mi ha cantato
donandomi però un'eterna vita
racchiusa in versi, in ritmi, in una rima,
dandomi ancora la gioia infinita
di entrare in porti
sconosciuti prima.

25 novembre 2014

Narrativa-mente: Da una immagine, una storia

Nel paese delle farfalle

di Alexandre Rampazo

Nel regno delle farfalle, la principessa Azzurra passeggiava nel parco del suo castello, circondata da farfalle variopinte.
Azzurra pensava: - Quanto mi piacerebbe volare come queste farfalle! -
La principessa stese una mano e una farfalla impavida dolcemente si posò sul suo palmo.
Azzurra osservò attentamente quel piccolo essere e notò la polvere brillante sulle sue minuscole ali.
La farfalla volò via e la principessa iniziò a seguirla, subito si ritrovò in un luogo sconosciuto, si era persa lungo il sentiero...
All'improvviso, Azzurra vide un uomo con in mano un retino e una gabbietta con dentro alcune farfalle; tra quelle c'era anche l'insettino dalle ali brillanti.
La ragazzina si nascose e si chiese: - Dove porterà quelle povere creature, cosa ne farà? -
Azzurra decise di pedinare quell'uomo fino ad arrivare al suo covo.
La principessa spiò il cacciatore misterioso da una finestrella e vide tante farfalle morte conservate all'interno di alcune teche.
In un momento di distrazione, Azzurra entrò in quel nascondiglio, prese la gabbietta e scappò via a perdifiato.
Il collezionista di farfalle la vide ed iniziò ad inseguirla, ma gli insettini cominciarono a sbattere le ali e sollevarono anche Azzurra.
Volarono sani e salvi fino al giardino del palazzo, Azzurra liberò le farfalle, le ringraziò per aver realizzato il suo più grande sogno: volare.

Testo collettivo scritto dopo aver letto l'immagine di Alexandre Rampazo.

24 ottobre 2014

Legger-mente - Il paese con l'esse davanti

Giovannino Perdigiorno era un grande viaggiatore. Viaggia e viaggia, capitò nel paese con l’esse davanti.
“Ma che razza di paese è?” domandò a un cittadino che prendeva il fresco sotto un albero.
Il cittadino, per tutta risposta, cavò di tasca un temperino e lo mostrò bene aperto sul palmo della mano.
“Vede questo?”
“E’ un temperino”
“Tutto sbagliato. Invece è uno stemperino, cioè un temperino con l’esse davanti. Serve a far ricrescere le matite, quando sono consumate, ed è molto utile nelle scuole”.
“Magnifico”. disse Giovannino. “E poi?”
“Poi abbiamo lo staccapanni”.
“Vorrà dire l’attaccapanni”.
“L’attaccapanni serve a ben poco, se non avete il cappotto da attaccarci. Col nostro staccapanni è tutto diverso. Lì non bisogna attaccarci niente, c’è già tutto attaccato. Se avete bisogno di un cappotto andate lì e lo staccate. Chi ha bisogno di una giacca, non deve mica andare a comprarla: passa dallo staccapanni e la stacca. C’è lo staccapanni d’estate e quello d’inverno, quello per uomo e quello per signora. Così si risparmiano tanti soldi”.
“Una vera bellezza. E poi?”
“Poi abbiamo la macchina fotografica, che invece di fare le fotografie fa le caricature, così si ride.
Poi abbiamo lo scannone.
“Brr, che paura”.
“Tutt’altro. Lo scannone è il contrario del cannone e serve per disfare la guerra”.
“E come funziona?”
“E’ facilissimo, può adoperarlo anche un bambino.
Se c’è la guerra, suoniamo la stromba, spariamo lo scannone e la guerra è subito disfatta”.
Che meraviglia il paese con l’esse davanti.

Gianni Rodari (tratto da "Favole al telefono")

Anche noi nel nostro fantasticare abbiamo provato a viaggiare nel "paese con l'esse davanti" eccone il fiore:
 
S-compiti
S-litigio
S-guerra
S-termomentro
S-matita
S-noia
S-malattia
S-lavatrice
S-valigia
S-maschera
S-ladro
S-mostri
S-dormire
S-tappo
S-penna
S-legge
S-pela
S-cucina
S-bello
S-mamma
S-gomma
S-padella
S-paura

A voi, cari lettori, immaginare il significato della nostra fantasia...

13 ottobre 2014

Poetica-mente nostra

Sul nostro testo di lettura sono riportate tre strofe di una poesia di Renzo Pezzani. L'abbimo letta, ne abbiamo analizzato la struttura e commentato il contenuto.

Scuola di campagna

È fuori dal borgo due passi
di là dal più fresco ruscello
recinta di muro e cancello
la piccola scuola di sassi.
[...]
C'è ancora la vecchia lavagna
con su l'alfabeto mal fatto:
lo scrisse un bambino distratto
dal verde di quella campagna.

E lei che mi vide a sei anni
c'è ancora. La voce un po fioca,
vestita d'identici panni,
la vecchia signora che gioca.
[...]


Anche noi poi abbiamo voluto comporre una semplice poesia per la nostra scuola. Si compone di tre quartine: la prima e la seconda sono in rima alternata, mentre l'utima in rima incrociata


Buona lettura...

A Castenedolo in cima ad una viva collina
a tre passi dal centro
a scuola salgo ogni mattima
e imparo per cresere dentro

In aula filtrano raggi di sole da tre amplie finestre
tra quelle dell'ultimo piano e il tetto corre una decorazione.
Su lavagne ricche di ricordi scrivono le maestre
mentre bambini vivaci seguono la lezione.

Prima del suono della campanella gli alunni scrivono le ultime parole sui quadernoni,
zaino in spalle, in fila per due, alcuni bambini
volano verso i fulminei pulmini,
altri saltano in braccio ai genitori che li aspettano fuori dai portoni.

29 settembre 2014

Poeticamente benvenuti

Riapriamo l'anno con un augurio a tutti i piccoli del mondo affinché possano conquistarlo. La parola conquista non deve far pensare agli eserciti, alle guerre o al potere, piuttosto al corteggiamento e all'amore.

Ecco di seguito il pre-testo per riflettere sul nostro diventare sempre più grandi, coraggiosi e conquistatori...


A un bambino pittore (Gianni Rodari)

Appeso a una parete
ho visto il tuo disegnino:
su un foglio grande grande
c’era un uomo in un angolino,

un uomo piccolo piccolo,
forse anche un po’ spaventato
da quel deserto bianco
in cui era capitato,

e ne stava in disparte
non osando farsi avanti
come un povero nano
nel paese dei giganti.

Tu l’avevi colorato
con  vera passione:
ricordo il suo magnifico
cappello arancione.

Ma la prossima volta,
ti prego di cuore,
disegna un uomo più grande,
amico pittore.

Perché quell’uomo sei tu,
tu in persona, ed io voglio
che tu conquisti il mondo:
prendi, intanto, tutto il foglio!

Disegna figure grandi,
forti senza paura,
pronte a partire per
una bella avventura.









1 marzo 2014

Fiabesca-mente

Come antagonisti, un po' brutti, un po' cattivi, un po' deformi e un po' ridicoli.

Noi ci prendiamo gioco degli antagonisti.


9 dicembre 2013

Legger-mente e Visiva-mente: "In una notte di temporale" e "Le avventure di Gav e Mei"

Abbiamo ascoltato il racconto di Yuichi Kimira "In una notte di temporale". Incerdibile come i diversi siano uguali in un certo contesto...

Abbiamo provato ad immaginare cosa sarebbe accaduto il giorno seguente:
  • la natura avrebbe vinto sull'amicizia
  • l'amicizia avrebbe vinto sulla natura
Per noi il valore dell'amicizia avrebbe oltrepassato la differenza che c'è tra lupo e capra, a noi bambini piacciono i finali lieti...

Anche a Gisaburo Suigii piacciono le storie che finiscono bene, ma non senza delle prove da superare.

Abbiamo guardato con il fiato sospeso il lungometraggio "AmiciNemici - Le avventure di Gav e Mei", che solievo il fianle...

  

Legenda

Blu: In un tempo lontano la mamma di Mei viene sbranata da un branco di lupi.

Verde: In una notte di tempesta Mei e Gav si incontrano in una baracca buia buia, pensando di essere simili decidono di incontrarsi il giorno dopo a mezzogiorno.

Rosso: Gav e Mei si incontrano davanti alla baracca abbandonata. Hanno inizio le loro avventure. Abbiamo individuato le scene principali:

- L'INCONTRO 
L'incontro è stato deludente perchè ognuno dei due protagonisti si aspettava di incontrare un suo simile.
la parola d'ordine ha salvato Mei e così è nata unna grande amicizia.

- L'AMICIZIA
Questa amicizia è a rischio, Gav deve trattenersi per non mangiare Mei.
Nonstante ciò l'amicizia vince sulla fame del lupo.

- L'AMICIZIA RIFIUTATA
Il gregge e il branco non accettano l'amicizia tra Gav e Mei, ne approfittano per raccogliere informazioni utili per la caccia e per la fuga.

- UNA SCELTA CORAGGIOSA
Gav e Mei scelgono di stare insieme e di allontanarsi l'uno dal suo gregge e l'altro dal suo branco.
Vogliono vivere nella Foresta Smeraldo, oltre la grande montagna.

- SULLA MONTAGNA
Questo è un momento difficile, Mei è disposto a farsi mangiare da Gav, ma gav si sacrifica per Mei lottando contro il suo branco deciso ad ucciderlo.
Una valanga interrompre il combattimento.

- LA PROMESSA
Gav perde la memoria, incontrando Mei lo vuole mangiare, solatanto la parola d'ardine permette a Gav di ricordare la bella amicizia con Mei.
Insieme possono guardare la luna piena.