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8 maggio 2016
7 maggio 2016
Concorso - Insegnare la speranza ... Educare alla legalità
Abbiamo vinto con le nostre 100 e più bandierine "tibetane" dedicate alla scuola e con la nostra videoricerca.
Le nostre opere, insieme a quelle di tutte le altre classi partecipanti, sono esposte nell'aula magna della scuola fino a lunedì.
Noi alunni della classe V C abbiamo realizzato un percorso di ricerca sulla scuola che si è sviluppato in due momenti: il primo ha portato alla realizzazione di una ricerca fotografica volta a svelare le differenti facce della scuola. Il secondo invece contiene le parole importanti che l'idea di scuola suscita in noi.
LA VIDEORICERCA
Abbiamo “costruito” una videoricerca per comunicare che ogni bambino ha il diritto di andare a scuola.
Attraverso l'osservazione di numerose immagini abbiamo notato che ogni scuola è diversa, perché tutte le scuole all'esterno sono differenti, ma all'interno hanno uno stesso contenuto: alunni e insegnanti.
Ognuna ha differenti modi di lavorare, differenti strumenti, differenti strutture, differenti alunni e differenti maestri, ma tutte hanno lo stesso scopo: insegnare ed educare.
Queste fotografie vogliono mostrare il mondo degli alunni e la loro forza di volontà; si va a scuola nonostante le difficoltà.
Il nostro lavoro è una semplice successione di immagini che, come un flash, intende far luce su diversi particolari. Per questo, alcune fotografie sono lontane nei luoghi, altre lontane nel tempo e nelle culture, altre ancora, invece, sono nostre.
Le abbiamo scattate noi nella nostra scuola, per noi sono significative, rappresentano oggetti, luoghi e momenti importanti del nostro mondo scolastico.
Tra una sequenza di immagini e l'altra abbiamo inserito delle parole per sottolineare la ricchezza della diversità e che quest'ultima non deve precludere il diritto di crescere istruiti ed educati.
COME BANDIERE NEL VENTO
Ci siamo ispirati alle bandierine tibetane usate per diffondere preghiere nel vento e abbiamo realizzato tantissime bandiere che sono un messaggio e mentre sventolano fanno volare nell'aria le nostre parole della scuola, fino ai confini della terra.
Ogni bandiera è un'idea per noi significativa, non solo scritta in italiano ma anche in arabo, spagnolo, portoghese e moldavo perché nella nostra classe abitano alunni che provengono da famiglie non solo italofone. All'inizio le bandierine erano semplici pezzi di stoffa bianca che abbiamo decorato, scritto e colorato, sono tutte diverse e ognuna ha uno stile personale e unico. Quindi per noi simboleggiano l'uguaglianza e al contempo la diversità, comunicano che la scuola è aperta a tutti.
Le bandierine sono state appese tra gli alberi del cortile della nostra scuola e noi abbiamo corso felici mentre loro svolazzavano nell'aria, vorremo appenderle fuori dalla scuola, affinché tutti possano vederle e che il vento e il tempo le possa consumare.
Sicuramente, alcune parole vi sembreranno strane, ma per noi rappresentano momenti vissuti nella storia della nostra classe, eccone alcuni esempi.
“Finestra” è un elemento importante perché dalla nostra finestra esce, appeso ad un'altra bandiera, un messaggio di pace. In passato abbiamo lanciato anche un augurio per la festa della mamma.
“Seconda casa” tutti i giorni la scuola ci accoglie e la abitiamo per tanto tempo, a volte è divertente a volte è noiosa, ma è l'occasione per imparare il rispetto diventando grandi.
“Caos” non è il baccano ed è tollerato se porta frutti.
“Portone” è un ingresso e un'uscita. La strada per diventare grandi.
“Sviluppina” ora che siamo in quinta questa parola ci fa sorridere, è una “medicina” che il maestro prescrive a chi ancora deve fare “salti evolutivi”. C'è chi è andato in farmacia a chiederne una scatola.
“I care” motto che abbiamo imparato ad usare dal maestro Lorenzo.
“LIM” strumento didattico divertente che ci permette di esercitarci giocando.
“Stornelli” fin dalla prima, a volte, il maestro chiede se abbiamo mangiato stornelli, ad indicare il nostro altissimo livello di ascolto.
Ora fermati, ascolta il vento, forse ti suggerisce tutte le nostre parole dedicate alla scuola.
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19 marzo 2016
4 aprile 2015
Buona Pasqua
Questo semplice augurio è il frutto del lavoro di ognuno.
Una lettera alla volta, uno scatto alla volta e un semplice script con scratch...
Una lettera alla volta, uno scatto alla volta e un semplice script con scratch...
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29 marzo 2013
In 30 secondi... buona Pasqua
Con questo brevissimo corto vogliamo augurare a tutti buona Pasqua.
Questo biglietto d'auguri on line è una sequenza di immagini realizzate con Pencil, programma per la costruzione di immagini animate che noi abbiamo usato sulla nostra LIM.
Il risultato è molto semplice, ma è stato il primo prodotto disegnato a più mani con questo software, per noi è stato divertente realizzarlo e ci auguriamo possa piacere anche a voi che lo guardate.
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1 maggio 2012
4 capolavori
Da tanto tempo non vi aggiorniamo sulle nostre attività, ma... avevamo in serbo una sorpresina.
Nella nostra scuola ogni anno siamo coinvolti in un grosso progetto che ci motiva a riflettere su argomenti importanti.
Quest'anno il tema del progetto ci ha portato a pensare al "filo delle parole, terra, aria, acqua e fuoco".
Abbiamo scoperto che se dovesse mancare anche uno solo di questi elementi verrebbe a mancare la vita.
Così, insieme ai nostri amici della classe prima D, abbiamo lavorato per produrre un cortometraggio nel quale "appendiamo" ad un filo la terra, l'aria, l'acqua e il fuoco e alla fine mostriamo il loro semplice effetto: la vita.
Una poesia è il sottofondo del nostro cartone-animato:
Preziosa è la terra marrone,
da lei nascono cose buone.
Con amore si deve curare,
per non farla mai ammalare.
Preziosa
è l’aria trasparente,
fresca,
calda, avvolgente
e si
sente grazie al vento,
che a volte
soffia forte
e a volte soffia
lento.
Preziosa
è l’acqua dal cielo cadente,
lei
disseta animali, piante e tutta la gente.
Beve
la terra, beve la margherita…
Ricorda
sempre che l’acqua è vita!
Prezioso
è
il
giallo
sole
infuocato,
che
illumina e scalda tutto il creato,
ma
senza esagerare…
La
nostra bella natura non
deve seccare!
Ma come fanno gli oggetti a muoversi a quel modo?
Abbiamo usato la tecnica del "passo uno" nella quale ad ogni piccolo movimento di un oggetto corrisponde una fotografia.
E chi muoveva gli oggetti?
Noi, inginocchiati sotto ad un cavalletto che reggeva la macchina fotografica, abbiamo spostato poco poco gli oggetti.
E chi scattava le fotografie?
Noi, dopo aver spostato gli oggetti si andava alla macchina e clic.
E poi?
E poi ci si rimetteva in fila e... ogni bambino spostava e clic, spostava e clic, spostava e clic...
Ma quanti clic?
Già, tantissimi clic, anche se il cartone dura due minuti.
E la voce?
Le nostre parole sono state registrate dal computer al quale era collegato un potentissimo microfono (anche se piccolissimo), noi abbiamo letto insieme e ad alta voce.
Come avete messo insieme tutte quelle fotografie?
Questa è una domanda difficile. I grandi si sono dati da fare con il computer e con certi programmini.
Ma ogni tanto si vedono ombre, riflessi strani, c'è anche la punta di una scarpa.
Sì, ci sono stati dei piccoli incidenti sul set del nostro cartone-animato, ma noi tutti, alunni di prima C e di prima D, ci auguriamo che la visione del nostro cortometraggio possa farvi sorridere e riflettere sul valore della natura e dei suoi 4 capolavori.
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